Fotografia di gruppo al mini-trail della Diga 2018

Correre il primo trail (RTFB, settimana 22)

Introduzione

Giunti ormai alla ventiduesima settimana, i ragazzi del progetto Run to Feel Better hanno partecipato in data 15 aprile al loro primo trail nella splendida cornice dei boschi che circondano la diga di Mongrando (BI).

Wikipedia definisce il trail running “una specialità della corsa a piedi che si svolge in ambiente naturale, generalmente su sentieri, […] con tratti pavimentati o di asfalto limitati […]. Normalmente questa attività è caratterizzata da una considerevole lunghezza dei percorsi oltre che dal superamento di dislivelli importanti, tanto positivi che negativi.”

Appare chiaro quindi come si differenzi sensibilmente dai primi assaggi di competizione dei nostri atleti, che si sono svolti fino ad oggi prevalentemente su strada (come ad esempio la mezza maratona di Novara). Analizzando più in profondità la descrizione di questa disciplina notiamo che non è tanto la difficoltà di correre in fuoristrada a preoccupare chi si avvicina al trail-running ma, riprendendo le parole della definizione che abbiamo dato:

  • considerevole lunghezza dei percorsi,
  • superamento di dislivelli importanti, tanto positivi che negativi.

In questo senso il Mini-Trail della Diga, magnificamente organizzato e coordinato dagli amici della Vetta Running e dalle @bestiebarbute, ha rappresentato una perfetta porta d’ingresso a quest’affascinante disciplina. Il percorso ha coperto poco meno di 10 km, distanza che dopo quasi sei mesi di preparazione i nostri atleti sono in grado di affrontare, con un dislivello positivo impegnativo, ma alla portata: circa 200 m.

L’esame è stato superato a pieni voti, forse hanno faticato un po’ più del previsto,  ma vederli tutti sorridenti al traguardo è stata un’iniezione di fiducia tanto per noi quanto per loro.

Relive ‘Trail 10 km mongrando’

Perché è utile il trail-running per chi inizia?

La prima risposta a questa domanda è sicuramente la possibilità di offrire a chi inizia un assaggio di tutte le principali forme di corsa, in modo che ciascuno possa trovare la propria strada secondo i principi di Run To feel Better e di Wellrunning, ossia

  1. correre per vivere meglio,
  2. correre per sentirsi meglio
  3. e correre per sempre.

Al di là di questo, partecipare più o meno occasionalmente a trail e mini-trail non competitivi offre indubbi vantaggi anche a chi si sente più portato alla corsa su asfalto, ad esempio:

  • sviluppare sul campo e non solo in palestra la forza muscolare delle gambe,
  • lavorare più sul core e sui muscoli stabilizzatori rispetto alla corsa su strada,
  • migliorare le doti di equilibrio e di reattività su percorsi sterrati e con piccoli ostacoli come pietre e pozzanghere,
  • affrontare il cosiddetto “collinare“, un allenamento caratterizzato da percorsi con saliscendi intervallati da tratti in pianura, con i benefici di un lavoro cardiaco stimolato dalle pendenze positive.

Il percorso viene in genere tracciato attraverso il ricorso a bandierine, fettucce colorate e segnalazioni di altro genere, con un occhio attento alle soluzioni ecologiche e alla conservazione dell’ambiente secondo lo spirito di base che anima questa disciplina.

Soprattutto nelle formulazioni meno impegnative, e quindi adatte anche ai principianti, gli organizzatori si premurano di offrire un contesto che sia di assoluta sicurezza ai partecipanti, per esempio attraverso:

  • un servizio di “scopa”, che serva ad aiutare eventuali atleti in difficoltà lungo il percorso,
  • segnalazioni chiare del percorso, eventualmente anche attraverso volontari dislocati nei passaggi più a rischio,
  • la presenza di uno o più punti di ristoro, con liquidi e cibo (nel mini-trail della diga era posizionato circa a metà percorso, con un’offerta di tè caldo, acqua, biscotti, banana, …),
  • uno spirito non competitivo, se non verso sé stessi, che privilegi al contrario la corsa come modo di vivere insieme la Natura.

Cosa serve per correre un mini-trail?

Nelle gare pensate per essere aperte a tutti, indipendentemente o quasi dal livello di preparazione, l’attrezzatura necessaria è la stessa che si usa normalmente su strada, fatto salvo l’utilizzo di scarpe adatte a percorsi sconnessi che migliorino

  • la tenuta sul terreno,
  • la protezione da impatti imprevisti con rocce e altre asperità,
  • la sicurezza della corsa.

Doveroso segnalare che, com’è successo a noi a Mongrando, è comune la possibilità di trovare fango e acqua lungo il percorso, che inevitabilmente possono andare a sporcare scarpe e vestiti (rendendo ancora più divertente la corsa, se affrontata con il giusto spirito); utile quindi disporre di vestiti puliti e soprattutto asciutti nella borsa gara a fine percorso.

Come affrontare il primo (mini) trail?

Quando si è sempre corso in piano è ovviamente normale patire la salita e correre più piano, a volte trovarsi anche a camminare per alcuni tratti, ma trovando un corretto equilibrio tra fatica (nella giusta misura è necessaria per rendere la prova allenante) e godimento dell’ambiente, non c’è nulla di sbagliato. A parità di sforzo si corre circa il 20% più lenti in salita e, su alcuni tratti caratterizzati da un’importante pendenza, è addirittura preferibile camminare per risparmiare le energie e recuperare il tempo in discesa.

È in ogni caso bene non strafare alla prima esperienza e, soprattutto, correre invece con un occhio sempre attento al fondo.

Molti sono convinti, e io sono fra questi, che il trail running sia ancora più divertente quando ti dimentichi del ritmo e fai ciò che ti fa stare bene.

Si consiglia infine di mantenere un po’ più di distanza, rispetto a quanto si può fare su strada, da chi ci precede, per essere pronti a cambiare direzione in caso di imprevisti.

 

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