Maratona di Berlino: il racconto di Alessandra

Ed ora tocca a me

Cosa sono stati questi mesi… cos’è stata questa Berlin Marathon?

Facciamo qualche passo indietro… come sono arrivata a RTFB…. o come loro sono arrivati da me. In un momento in cui volevo ripartire… ma non ne avevo le capacità fisiche… mentali.

Un pettorale per Berlino vinto al ballottaggio e 7 mesi completamente lontana dalla corsa e da qualsiasi sport. 13 kg in più.

Così una rara notte di insonnia… smanettando su fb.. mi riappare l’ennesimo banner “fai parte del nostro progetto “.

Inserisco i miei dati….. spiego le mie motivazioni…. clicco invio… e da quel preciso momento incrocio tutto ciò che si poteva incrociate oltre alle dita sperando in un esito positivo.

Avevo bisogno di loro… volevo far parte di questa Squadra. Non conoscevo fino a quel momento il contenuto…le loro storie… imprese… sfide… vittorie. In una notte imparato tutto, nomi…. gare… racconti. Il progetto era accattivante, descriveva tutto ciò di cui avevo bisogno per ripartire e tornare in strada. Una sfida… mi serviva quella. E non era la maratona…. era il lavoro impiegato per arrivarci.

Finalmente ricevo la mail… servono i miei contatti,.. la mia presenza alla presentazione del progetto 2.0 …. gli esterni. Siamo seguiti virtualmente… ma ci sentiamo così tanto…. siamo così legati… che  sembriamo vicini di casa… abbiamo annullato i km di ogni città che ci divide.
Bisogna fare un test sui 10 minuti. La desolazione. Io che correvo una mezza maratona tutti i week end in serie difficoltà su soli 10 minuti di corsa.

Ma da quella difficoltà Michele è riuscito a tirare fuori il meglio di noi. Impegno… determinazione…. divertimento. Pronto a spronarci, pronto alla pacca sulla spalla virtuale quando eravamo in panico per un lungo nell’avvicinarsi della maratona.

Berlino… la mia maratona. La maratona della svolta. La maratona che attraversa la porta…. come per chiuderne una vecchia e riaprirne una nuova (citazione di Wonder che mi guarda negli occhi e mi legge la vita).
Se penso oggi cosa sono stati questi mesi … potrei esclamare… pazzeschi. Sveglie all’alba… punture infinite di zanzare, lunghi in agosto. Ero partita con un po’ di acciacchi ma giorno dopo giorno cresceva  la voglia di essere presto sotto quella porta.

L’organizzazione Di Berlino parte subito bene…. Debora sarà lì, con il mio fidanzato ed io mi sento al sicuro, mi sento inarrestabile. Ricevo un messaggio qualche giorno prima di Michele , come quasi a scusarsi che non sarà lì. Che avrebbe voluto prendere per mano me e Marcello e portarci entrambi fino al traguardo. E lo “rassicuro” dicendogli che lui sarebbe stato ugualmente con noi lungo tutto il traguardo… e così è stato. E non era solo!

Atterro a Berlino… primo pit-stop di birra e carry würst subito usciti dall’aeroporto… e nemmeno 10 minuti dopo vedo entrare proprio lui e Marco. Non so se ridere o se piangere dalla gioia…. sento una doccia fredda dalla forte emozione…. mi alzo e salto in un forte abbraccio.

Da li… segue il ritiro pettorale…. l’Expo…. i racconti di Miky sulle major… l’organizzazione della sorpresa a Marcello (perdonami le bugie a fin di bene).

Mi sembrava un sogno…. il sogno che il giorno dopo sarei andata a realizzare. Domenica alle 9 ci troviamo tutti sotto la mia porta di Brandeburgo. Sta per arrivare anche Debby dopo mille-mila ore di pullman… da Verona. Più ci penso e più mi sento fortunata ad avere un’amica cosi… e non pensavo di meritare tanto. Di averli tutti lì… lontani chilometri e chilometri da casa per sostenere me e Marcello. Una diretta su FB,  un po’ di foto e un balletto per smorzare l’emozione…. sì, perché ero emozionata…. non ero tesa, ero emozionata di stare lì, correre una maratona così importante con 47 mila persone, l’uomo che amo al traguardo ad aspettarmi, la mia squadra a sostenermi.

Ero emozionata per questi regali che la vita mi stava facendo! Finalmente arriva Debby….aveva già una lacrimuccia pronta…. lei che non piange mai (credeteci) dopo il suo forte e lungo abbraccio… ero pronta! Potevo salutarli e dirigermi verso la partenza.

Ero felice… sorridevo…. ho sorriso per 44 km (eh si….se non segui la linea blu… la tua maratona diventa  di 44 km) . Non ho sentito nessuno sparo…. ma sono partita… insieme a tutti…. e ridevo… continuano a sorridere e chiedermi se stesse succedendo proprio a me, musiche a palla…. applausi, nomi che incitano altri nomi,  incontrare i miei compagni all’altezza dei chilometri in cui ci eravamo dati appuntamento! I restanti 10 un po’ fisicamente lì ho sofferti…. ma me li sono goduti…. ho cantato… ho ballato…. ho prestato assistenza e fatto pure stretching per alleviare la mia sciatica ormai dolorante.

Sono stati 10 km… lunghi…ma ricchi di tutto. 10 km in cui hai la consapevolezza che la maratona va rispettata…. preparata. 10 km in cui osservi chi come te… corre il suo sogno. Chi ha dovuto superare malattie per essere lì, chi ancora in guerra con gli scheletri e corre trascinandosi un peso che non gli appartiene più. Io non ho malattie…e non trascino più i pesi persi per strada in questi mesi…. guardo avanti, guardo quella porta che mi si apre man mani che avanzo, guardo gli occhi orgogliosi del mio fidanzato, guardo l’emozione di Marco,Debora e Michele quando gli urlo che “è bellissima” vedere la porta era bellissimo……e mi emoziono ancora… anche adesso mentre scrivo. Mi fermo un attimo….riempio i polmoni di aria. E continuo…. dritta e sorridente proprio come quel giorno.

Taglio il traguardo, videochiamo mia madre e le mostro la medaglia.  Fiera di quello che sono, di quello che ho fatto e con la speranza sempre di essere l’esempio per qualcuno.

“Perché la vita è strana…. ma di solito correre aiuta” ( cit. dall’amico di Lugo)

Grazie
Ale

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1 thought on “Maratona di Berlino: il racconto di Alessandra

  1. Stupendo …come chi l’ha scritto!

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